Gli itinerari turistici proposti fra Verucchio ed gli immediati dintorni sono perfetti per trascorrere una giornata all’insegna dell’arte, della cultura, della natura e della gastronomia!

Gli itinerari proposti sono semplici, non prevedono passaggi complicati e sono facilmente accessibili.

Il Trono degli Etruschi

Tappe:
– Museo Civico Archeologico
– Area Archeologica di Pian del Monte  
– sito della Necropoli Lippi

Affascinante viaggio alla scoperta del primo periodo di splendore di Verucchio, che risale all’epoca villanoviana (XI-VII sec. A.C.): si tratta di un patrimonio ricco e unico, per l’eccezionale stato di conservazione di reperti, quali troni e arredi in legno, abiti e tessuti in lana, ceste in vimini, cibi ed offerte animali e vegetali e sensazionali gioielli in oro e ambra provenienti dalle centinaia di tombe scoperte in loco, chesi possono ammirare al Museo Archeologico. 
Nel sito dell’antico villaggio si conservano le tracce di un edificio etrusco (Area Archeologica di Pian del Monte) e di un’area sacra con pozzo votivo. Nella zona della più importante necropoli villanoviana, ai piedi della Rocca Malatestiana (già Podere Lippi e ora Parco IX Martiri) sorgerà il Parco Archeologico Multimediale.

Percorso di visita al museo

Il percorso museale inizia con le sepolture più antiche della Sala degli Antenati, prosegue con i corredi maschili della Sala degli Armati e quelli femminili della Sala del Mantello, dedicata anche all’esposizione di alcuni abiti e tessuti in lana (reperti unici in Europa per questo periodo storico). 
La visita prosegue con la Sala della Tessitrice, il ricco corredo femminile della Sala delle Ambre, la Sala Nuovi Scavi (con alcuni reperti dell’ultima campagna 2005-2009), la Sala dell‘Area Sacra, l‘unica dedicata a materiali di provenienza non funeraria. 
Conclude il percorso l‘allestimento di uno dei corrediprincipeschi più importanti della necropoli Lippi, quello della tomba 89 rinvenuta nel 1972, nella Sala del Trono, dove spicca il più prestigioso tra i troni lignei rinvenuti a Verucchio.

La Culla dei Malatesta, l’itinerario.

Tappe:
– Rocca del Sasso 
– Piazza Malatesta
– Porta e rione S. Andrea e Torrioncino 
– Porta di S. Agostino, Chiesa e Convento di S. Agostino
– Borgo medievale e chiesa di S. Antonio
– Pieve Romanica e Mura del Fossato
– Sito della Porta dell’acqua e Cisterna Malatestiana 
– Chiesa Collegiata
– Roccae Porta del Passerello 
– Chiesa e convento di Santa Croce di Villa Verucchio.

Il borgo di Verucchio fu presidio della famiglia Malatesta, che da qui diede vita alla celebre Signoria, con il famigerato “Malatesta da Verucchio” (il Mastin Vecchio menzionatonella Divina Commedia).
Entro la cinta muraria e le porte medievali si possono ammirare le due rocche – tra cui la possente Rocca del Sasso (interamente visitabile), prima fortezza malatestiana che documentano il perdurare della presenza e dell’attaccamento della famiglia Malatesta alla città d’origine.
Una visita di particolare suggestione è quella al borgo medievale di S. Antonio, con la chiesetta omonima, appena fuori le mura cittadine, un tempo luogo di residenza delle famiglie più povere, che ha mantenuto l’antico aspetto medievale.
Lo si raggiunge a piedi anche dalla via S. Agostino, a fianco della Chiesa, ove una scalinata porta prima al borgo, dove è visibile anche l’antico lavatoio ancora in funzione, fino a portare alla Pieve romanica. Visite alla Pieve e alla chiesa di S. Antonio solo su prenotazione, sono curate dall’ufficio IAT di Verucchio.

Tra le mura del borgo di Verucchio.

Tappe:
– Piazza Malatesta (Palazzo Comunale: già Palazzo Ripa e Palazzo Ricci)
– Porta e rione di S. Andrea e Torrioncino
– Rocca del Sasso 
– Torre Civica
– Porta di Sant’Agostino 
– Mura del Fossato
– Cisterna dell’acqua
– Scalinata dei fossi
– Chiesa Collegiata
– Mura e Torrione di S. Giorgio
– Chiesa di S. Giorgio e convento dei Cappuccini 
– Porta del Passerello
– Rocca del Passerello poi convento e chiesa di S. Chiara (c.a 1636-2000)

Il percorso si snoda tra le antiche vie del borgo, nelle piazze su cui si affacciano imponenti palazzi, lungo i tratti suggestivi che costeggiano le mura medievali, interrotti dai torrioni (dai quali si gode una vista mozzafiato sulla Valmarecchia e sulla costa adriatica) e dalle porte superstiti che ancora segnano l’ingresso alla cittadella.
 
I monumenti ed i palazzi raccontano secoli di storie e riflettono lo splendore di questa cittadina e delle potenti e nobili famiglie che la popolarono.

Itinerario artistico: Verucchio, a Regola d’Arte!

Tappe:
– Pinacoteca 
– Palazzo Comunale
– Chiesa Collegiata 
– Chiesa del Suffragio 
– Chiesa e Convento di S. Agostino 
– Chiesa di S. Chiara 
– Chiesa di S. Giorgio e convento dei Cappuccini 
– Celletta del Doccio
– Pieve di S. Martino in Raffaneto 
– Chiesa e convento di S. Croce di Villa Verucchio

Dentro e fuori le mura del borgo sorgono numerosi edifici religiosi, che testimoniano la grandezza passata e conservano ancora oggi pregevoli esempi di arte e architettura sacra, risalenti al primo Medioevo, quando non addirittura più antichi (pieve romanica). 

La visita consente di apprezzare significative opere d’arte, tra le quali due crocifissi lignei (del ‘300 e del ‘400), opere della scuola giottesca riminese, paliotti di produzione locale in scagliola policroma e dipinti di eccezionale valore.

Verucchio a tutta natura!

Tappe:
– Oasi WWF di Cà Brigida 
– Canyon di Ponte Verucchio 
– Parco Marecchia di Villa Verucchio e Rimini Golf Club 
– Museo Civico Archeologico

Si conservano ancora ampi tratti di paesaggio naturale intorno a Verucchio, dall’oasi naturale del WWF nata in seguito al lascito testamentario di Voltolini, al tratto del fiume Marecchia, che costeggia interamente la frazione di Villa Verucchio e di Ponte Verucchio, con la pista ciclabile che parte dell’alta Valmarecchia e giunge a Rimini, fino al mare. 
Anche il borgo storico di Verucchio offre la possibilità di tranquille passeggiate tra le mura medievali, fino al borgo caratteristico di Sant’Antonio, alle pendici della rupe dove sorge il convento agostiniano, ora museo civico. 
Per i più curiosi, il percorso potrebbe iniziare proprio da qui, dal Museo Archeologico, i cui reperti contribuiscono in modo significativo a immaginare come fosse lo stesso paesaggio 3000 anni fa, quando il fiume era navigabile e Verucchio presidiava e garantiva la sicurezza dei traffici fluviali fino al mare Adriatico. 
Suggestiva e consigliata una visita alle misteriose grotte che si possono ammirare gratuitamente nei locali pubblici e negli esercizi del centro storico aperti al pubblico (per info, rivolgersi alla Ass. Proloco di Verucchio), ma che percorrono con lunghi cunicoli tutto il sottosuolo del centro storico, usate oggi dai cittadini come cantine e che da tempo indefinito collegano (antica via di fuga malatestiana) la Rocca del Sasso alla Rocca del Passerello.

Sulla via di San Francesco.

Tappe:
– Chiesa di Santa Croce, convento e cipresso di S. Francesco, Villa Verucchio 
– Chiesa collegiata di Verucchio 
– Monastero delle Monache e chiesa di S. Chiara, Verucchio 
– Chiesa di S. Giorgio e convento dei Cappuccini, Verucchio

Il più antico documento che cita questo monastero ( Chiesa di Santa Croce) è il testamento di Malatesta da Verucchio del 1311 il quale, come tutti i discendenti, era un devoto dell’ordine. 

Secondo la tradizione, accanto alla Chiesa, esisteva un piccolo dormitorio, poi trasformato nel convento attuale, presso il quale, nel maggio del 1213, si sarebbe fermato S. Francesco discendendo la Valmarecchia dopo aver ricevuto a San Leo, da messer Orlando de’ Cattani della Chiusi, la donazione del Monte della Verna.
Oltre a fermarsi per pernottare si tramanda abbia compiuto 3 miracoli: raccolto un bastone per strada lo battè a terrafacendo sgorgare 3 fonti di acqua termale, tutt’ora esistenti e produttive, cui sono da secoli conosciute la proprietà curative di acque salso-bromo-iodiche (ora struttura privata). Arrivato al dormitorio/chiesetta avrebbe voluto bruciare il bastone, che però non prese fuoco: interpretandolo come segno di volontà di vita del bastone, lo piantò: ne nacque il gigantesco cipresso vecchio di oltre sette secoli (la data è scientificamente provata) tuttora visibile nel chiostro. 
Il convento viene fatto costruire dal suo discepolo frate Elia e risale al 1215: è considerato il più antico convento francescano della Regione. Nel luogo in cui si trovava la cella dove dormì San Francesco è stata costruita una cappella.

La Chiesa ha un portale del ‘300 e un interno neoclassico, con coro rinascimentale intarsiato e varie opere d’arte; nella parete sinistra si ammira inoltre una stupenda Crocifissione affrescata nella prima metà del ‘300 da un grande artista della celebre scuola giottesca riminese.

La Chiesa collegiata di Verucchio, sorge sul luogo dell’antico convento di San Francesco fatto costruire da Giovanni Malatesta, come attesta la lapide tuttora esposta in situ, nel 1320 circa. Nella Collegiata, costruita nel XIX secolo, sono raccolte diverse pale d’altare e opere d’arte provenienti dalle numerose chiese di Verucchio; fra tutte é notevole la tela dell’altar maggiore, con San Martino che dona il mantello al povero, dipinta verso la metà del XVII secolo da Giovan Francesco Nagli, detto il Centino. 


Ma i veri capolavori sono due Crocifissi dipinti su tavole sagomate: il primo, appeso nel presbiterio, é di un ignoto artista della scuola giottesca riminese della prima metà del Trecento (detto “Maestro di Verucchio”); il secondo é un’opera veneziana, di Catarino (per quanto riguarda la carpenteria lignea) e di Nicolò di Pietro (per quanto riguarda la parte pittorica) del 1404. 
Numerose le opere d’arte commissionate dai conventi francescani nel corso dei secoli, visibili nei luoghi ancora aperti al culto oppure riunite presso la chiesa Collegiata. A breve, sarà allestito un museo di arte sacra presso la chiesa del Suffragio di Verucchio, attualmente in fase di restauro, dove saranno esposti mobili, arredi sacri, paramenti e ex-voto provenienti dalle chiese e dai conventi locali. Spesso si trovano raffuigurati i 4 beati di Verucchio: Giovanni Gueruli, Gregorio Celli, Bionda Foschi, Galeotto Roberto Malatesta. Tra di essi, è ancora vivo il culto del beato Gregorio (1225-1343), frate agostiniano, il cui corpo è esposto alla venerazione presso la chiesa Collegiata, e del quale nel corso dei secoli sono documentati numerosi miracoli e guarigioni (documenti già del 1387). 
La beatificazione fu voluta dal suo devoto più celebre, il papa Ganganelli (Clemente XIV), che visse a Santarcangelo ma la cui famiglia risiedeva in precedenza a Verucchio, dove il padre era medico condotto, e dove rimasero a vivere la madre e la sorella, che andò in sposa al capitano del castello di Verucchio.

Il Monastero delle Monache e chiesa di S. Chiara, Via Mura S.Giorgio.

Sull’altro picco attorno a cui si stringe il paese sorge il Monastero delle Monache clarisse, poi divenute Benedettine dopo le soppressioni napoleoniche, costruito nel 1610 sulla preesistente Rocca medievale del Passerello. 
Anche questa rocca, che fu residenza dei Malatesta, preferita alla Rocca del Sasso più militare e spartana, è vasta e imponente. 
Il monastero non è visitabile in quanto gli spazi sono destinati a divenire un moderno hotel, ma sono pubbliche e visitabili su richiestale parti storiche, tra le quali la chiesa delle monache di clausura, intitolata a Santa Chiara; aperta al culto nel 1663, è di buona fattura con fregi e stucchi eleganti

Chiesa di S. Giorgio e convento dei Cappuccini
Ora di proprietà privata, già sede findal XVI secolo di un cenobio di frati che qui animarono la parte alta del borgo per alcuni secoli. 
Splendido il panorama verso l’alta Valmarecchia e il bosco sottostante: in questa zona sorgeva una delle 4 necropoli villanoviano-etrusche di Verucchio.

Verucchio a tutto Sport!

Numerose e varie le possibilità di praticare sport anche per chi si gode una vacanza a Verucchio. 

Si può cominciare dalle lunghe passeggiate a piedi, attraversando luoghi e sentieri segnalati tra la flora selvatica e spontanea, che si ammira in tante varietà anche presso l’oasi naturalistica di Cà Brigida gestita dal WWF: molti percorsi sono adatti anche agli amanti del running o dei roller-blade, grazie soprattutto alle piste ciclabili che abbracciano tutte le frazioni del Comune permettendo di svolgere sport in sicurezza. 

Per gli amanti della bicicletta, sia la city-bike che la mountain-bike, Verucchio è un vero paradiso: ci sono i tanti kilometri della pista ciclabile lungo il fiume Marecchia, e per gli scalatori tante possibilità di salita, più o meno ripida, fino al tipico ritrovo degli amanti della pedalata, la piazza Malatesta, con la sua fontanadella tartaruga (risalente agli anni ’50 del secolo scorso), di fronte al Municipio, che permette di dissetarsi grazie alla sua acqua potabile. 

Per gli amanti dei cavalli, la nuova struttura room&breakfast Brigida offre possibilità di ristoro e ricovero anche per gli amici quadrupedi.

Per gli scalatori, è un must la parete rocciosa al di sotto dell’antico convento di S. Agostino, così come i bikers potranno partire dai tornanti di Verucchio per splendidi percorsi panoramici fino alle cime della Alta Valmarecchia. 

I golfisti potranno provare il fenomenale campo da golf 18 buche nella splendida cornice naturalistica del parco Marecchia di Villa Verucchio, che permette anche ai neofiti o ai più piccoli di imparare le prime mosse e a distinguere i vari bastoni. 
Contiguo al Golf, il parco Marecchia offre splendide occasioni per pic-nic all’aria aperta con la sua area ristoro libera (dotata di alcuni barbecue e tavolini all’aperto) e i campi per praticare sport (a pagamento) nelle strutture del Village. A Verucchio alta, infine, la piscina comunale scoperta è accessibile nel periodo estivo.